Dai fondali delle Egadi, la grande battaglia fra Romani e Cartaginesi

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Articolo di SICILIAINFORMAZIONI.COM

Dai fondali delle Egadi, la grande battaglia fra Romani e Cartaginesi

Tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a nord – ovest dell’isola di Levanzo, nel corso della campagna di ricerche effettuata nel mese di ottobre dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con i subacquei altofondalisti della GUE (Global Underwater Explorers), sono state effettuate delle scoperte di grande interesse scientifico che  ci raccontano sulla “Battaglia delle Egadi”. Una battaglia combattuta in mare nel 241 a.C. tra Romani e Cartaginesi.

A parlare durante la conferenza stampa nella propria sede, di via Lungarini  a Palermo, dei rinvenimenti e dei dettagli delle scoperte, il Soprintendente Sebastiano Tusa: “Si è fatto un lavoro di gruppo. Il contributo è di tutti alla Soprintendenza del mare con i suoi funzionari al lavoro nelle organizzazioni esterne ( l’AMP Isole Egadi e la RPM Nautical Fondation). Oltre 300 i km di fondali esplorati con sistemi tecnologici ma nelle zone rocciose abbiamo capito che bisognava innovarci e quindi integrare la ricerca strumentale a quella tradizionale ovviamente coinvolgendo delle eccellenze che potessero scendere ad 80,100 metri di profondità e con loro abbiamo lavorato a Pantelleria, Eolie, Egadi. Qua si parla di connubio tra la tecnologia e la bravura e il lavoro delle eccellenze” .

In particolare le nuove scoperte comprendono due rostri in bronzo (Egadi 12 e Egadi 13) che si aggiungono agli 11 già recuperati nel passato, e dieci elmi del tipo Montefortino. L’eccezionalità viene soprattutto da uno dei lostri che è diverso dagli altri ritrovati nelle precedenti esplorazioni e da uno degli elmi rinvenuti e recuperati. Esso è del consueto tipo detto di Montefortino in dotazione ai militi romani, ma ha la peculiarità di avere sulla sua sommità un elemento applicato in rilievo che riproduce una pelle di leone in rilievo che sembra abbracciare la pigna centrale che ne orna la punta. Si tratta di un unicum nel panorama di tale classe di elmi.

Sui lostri aggiunge Tusa: “Uno è diverso dagli altri perchè di lato ha una decorazione particolare, l’impugnatura della spada che si collega alla lama centrale e le lame superiori e inferiori sono a becco di uccello. Questo-  spiega- ci farà lavorare di più, tante le domande bisognevoli di risposta. Bisognerà studiare. La domanda principale è legata ai romani che allestirono sicuramente l’ultima flotta con l’aiuto delle città alleate e quindi, da qui bisogna partire per capire tramite le decorazioni i soci federati”.

“L’altro ritrovamento presenta, invece, una iscrizione punica. La domanda nasce spontanea,  se vinsero i romani perché abbiamo trovato sempre tutti lostri romani? – aggiunge – .E oggi la scoperta di un lostro diverso con incisioni puniche certamente ci darà risposte importanti sugli atteggiamenti del loro popolo ma anche notizie sulla flotta e di alcuni personaggi che parteciparono”.

Queste ultime scoperte si aggiungono alle tante effettuate nel passato in questo tratto di mare tra Levanzo e Marettimo – conclude il Soprintendente –  e che hanno permesso di localizzare esattamente il sito in cui si combatté una delle più grandi battaglie navali dell’antichità per numero di partecipanti, circa 200 mila, tra i Romani, guidati da Gaio Lutazio Catulo, e i Cartaginesi, capeggiati da Annone, e che, oltre a chiudere a favore dei primi la lunga e lacerante Prima Guerra Punica, sancì la supremazia di Roma su Cartagine. Sono tornati alla luce autentici frammenti di storia antica in forma di tredici rostri bronzei di antiche navi da guerra, diciotto elmi bronzei, centinaia di anfore e reperti di uso comune”.

All’incontro con i giornalisti erano presenti  anche il Sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto, il Direttore del Polo museale di Trapani Luigi Biondo, il Direttore dell’Area marina protetta Isole Egadi Stefano Donati.

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