Ferruccio, Pantelleria e i Corsari

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” . . . È un uomo del Nord innamorato del Sud, come ce ne sono pochi. E del Sud, del Mediterraneo in particolare, ha raccontato storie, personaggi, miti e leggende, con piglio moderno e coinvolgente.

Ferruccio Formentini è un uomo curioso e interessato al mondo, ha viaggiato molto, ha visto tanto, ha sposato Margherita Boniver e la sua vita ha incrociato quella di personaggi di spicco dell’Italia degli anni Ottanta. Ha conosciuto Bettino Craxi di cui dice che “era un uomo profondamente timido e di una grande umanità”.

Ha frequentato, da intellettuale, il folto gruppo dirigente socialista protagonista della Milano da bere, del boom economico e della socialdemocrazia europea come terza via al socialismo di Mosca. Erano anni ruggenti di lotta all’inflazione galoppante e visioni di un magnifico avvenire, in un’Italia sempre in cerca di riscatto e affermazione internazionale. Formentini ha anche vissuto diversi anni a Pantelleria dove, anche qui, ha partecipato attivamente alla vita politica locale presentando delle liste civiche e fondando un periodico, sperimentando sempre, alla ricerca di nuove strade.

Lo abbiamo incontrato a Marsala dove ha presentato “I corsari del Canale di Sicilia” (Edizioni Csd-Multimedia service), un libro che racconta del fenomeno della pirateria e di una Sicilia sempre in bilico, alla ricerca di appoggi tra le diverse potenze emergenti nel Mediterraneo.

Chi sono i corsari? “Sono uomini astuti e crudeli, tenaci e opportunisti, romantici e appassionati, lungimiranti, intelligenti veloci e dinamici che hanno infestato le acque del Canale in un periodo storico in cui il Mediterraneo era crocevia di genti, di razze e di religioni. Un periodo limitato della Storia che poi ha lasciato il passo ai mari dell’Oltreoceano”. Uomini sensibili al richiamo della navigazione in grado di reggere delle galere piene di uomini, di gestire i rapporti coi sovrani e cercare fortuna”.

Lei è nato a Milano ma ad un certo punto della vita ha deciso di trasferirsi a Pantelleria. “Ho sempre viaggiato molto, Pantelleria è stato un approdo felice, un posto dove continuo a tornare almeno tre volte l’anno, anche adesso, nonostante viva stabilmente a Roma”. D. “Ha contribuito a fare conoscere l’isola, a darne un’immagine colta e raffinata. Erano gli anni ottanta e forse tutto era più facile?” “E’ stato un periodo esaltante, molti personaggi pubblici approdavano a Pantelleria, si è sperimentato in ogni campo della cultura, da qui, dal profondo Sud. Pantelleria rimane un luogo dell’anima”.

Ha conosciuto Bettino Craxi? “Sì, l’ho conosciuto dopo avere incontrato Margherita. Era un uomo profondamente timido, una persona con una grande umanità. Ricordo che una volta gli dissi di non avere mai votato per lui. Bettino mi rispose che era meglio così, avrebbe avuto un traditore in meno da cui guardarsi”. D. “E oggi? Chi sono i corsari di oggi? In che tempo viviamo?” “Beh, siamo in un momento di transizione, è difficile dire chi siano i corsari di oggi: magari qualche imprenditore spregiudicato orientato più alla razzia che allo sviluppo o qualche politico navigato. E’ certo che la libertà tanto cercata dai pirati, rimane un bene inestimabile”. . . . “

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