Fondi Fesr avanti piano: la Sicilia indietro nella spesa

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ARTICOLO DI: SICILIAINFORMAZIONI.COM

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“La situazione è grave ma non è seria”. Il vecchio e fortunato aforisma di Ennio Flaiano, racchiude la situazione dellaspesa dei fondi europei relativa ai primi 4 mesi del 2015 del Po Fesr da parte della Regione siciliana.

Il trend è negativo per tutti i dipartimenti che hanno fatto registrare un sensibile e significativo rallentamento della spesa. I dati del sistema di monitoraggio e controllo del Po Fesr per la Regione siciliana hanno messo in luce che nei primi quattro mesi del 2015, la spesa dei fondi europei, complessivamente ha raggiunto la soglia di 200 milioni di euro.

Cifre spese dai beneficiari ammessi ai singoli progetti, ma che ancora devono essere certificati dai dipartimenti. Un po’ poco rispetto all’obiettivo da centrare per l’anno in corso. Ecco perché si punta ad accelerare al massimo la spesa per arrivare alla quota di risorse del Po Fesr da spendere nel 2015 che ammonta ad un miliardo e 900 milioni di euro.

I dipartimenti che finora sono complessivamente rimasti più indietro nella spesa dei fondi europei sono: Acque e Rifiuti, 200 milioni fin qui certificati su 390 assegnati dal programma, anche a causa  di una serie di vicissitudini legate agli Ato; Attività Produttive che ha fin qui certificato 270  milioni su 740; Dipartimento Famiglia, pure attardato con  30 milioni certificati rispetto alla dotazione di 100. Discorso diverso va fatto per il Dipartimento Energia che ha certificato 50 milioni su 160 assegnati. Qui difficile si è rivelata l’intera gestazione dei contenuti e dei progetti da parte dell’intero dipartimento.

Buono il risultato centrato fin qui dal Dipartimento della Sanità con 120 milioni su 210. Rimane indietro il Dipartimento del Turismo che ha certificato una spesa pari a  64 milioni su 260, a cui si sarebbero potuti aggiungere i 90 milioni di euro, somme impegnate per i grandi eventi della ex linea 3.3.1.1. Per quanto riguarda l’Ufficio informatico la percentuale della spesa è pari al 50%, con  60 milioni di euro  su 120 assegnati.

Di questi 30 milioni sono stati sospesi cautelativamente e sono relativi a Sicilia-e Servizi, con alcuni progetti da ultimare. Tra le soluzioni quindi ipotizzate e prese in considerazione, si pensa pertanto di utilizzare i cosiddetti progetti “retrospettivi” finanziati con altre risorse come ad esempio gli Apq, rianalizzati sotto l’ottica del Fesr, se ne verifica la coerenza e si produce la relativa documentazione ai fini della certificazione. Né va dimenticato, tra le criticità, il tetto del 25% , la quota di cofinanziamento regionale al programma che incide in termini di patto di stabilità e la condizione generale in cui versa la Regione in termini di liquidità.

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