L’attore Fantastichini: “Sono antifascista. A CasaPound vent’anni fa avremmo sparato”

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Articolo di ILPRIMATONAZIONALE.IT

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L’attore Fantastichini: “Sono antifascista. A CasaPound vent’anni fa avremmo sparato”

Roma, 8 mar – Ci sono gli antifascisti bombaroli che lanciano bombe alle sedi di CasaPound (ultimo esempio ieri a Trento), ci sono governatori di regioni antifascisti che vorrebbero picchiare i fascisti (vedasi le dichiarazioni di Enrico Rossi), c’è chi da antifascista aggredisce militari italiani (vedasi agguati a Livorno), c’è chi sempre da antifascista vorrebbe veder morti gli agenti di polizia (vedasi professoressa a Torino). Con tutta evidenza non si tratta di fuochi di paglia ma di azioni e di intenzioni che sfociano nelle gesta criminali. Nel novero dei personaggi deliranti mancava giusto un attore antifascista. Non si è fatto però attendere troppo.

Intervistato dal Corriere Romagna, in vista dello spettacolo  Tempi nuovi, commedia a quattro personaggi scritta e diretta dall’esperta Cristina Comencini, Ennio Fantastichini, uno degli attori protagonisti, si è lasciato andare a frasi di un certo effetto. L’Italia è “una accozzaglia agghiacciante dove non si trova per chi votare. Il fascismo del Paese è in atto ed è irrefrenabile… CasaPound… vent’anni fa gli avremmo sparato… Non è possibile. Ecco, se devo dire cosa mi è rimasto davvero dentro, rispondo di essere rimasto profondamente antifascista, è un sentimento forte. ’Sti ragazzi sono ignoranti, si fanno tatuare una svastica sulla guancia senza conoscere il significato di questo simbolo”.

Insomma, secondo Fantastichini a CasaPound si dovrebbe sparare. E lui lo avrebbe fatto vent’anni fa. Lo ha detto senza tanti fronzoli, senza che vi sia stata alcuna riprovazione politica e mediatica in seguito alle sue parole. Lo stesso attore è poi passato a descrivere, con tutta tranquillità, le sue passioni nel tempo libero. “Ho una casa nella campagna fuori Roma dove mi ritiro, in collina. Tengo molto alla casa a Pantelleria, in piena riserva, una casa isolata, in mezzo alle montagne. Lì posso starmene nudo, non c’è nessuno, posso avere quella libertà nel rapporto con la natura che più amo”. Così, un ricco tenutario che fa l’attore ma ama la solitudine agreste. E sogna i bei tempi in cui avrebbe sparato ai fascisti.

Eugenio Palazzini

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